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Le paure dei bambini

La paura è un’emozione che aiuta a rispondere ad eventi ambientali di vario tipo, salvaguarda la vita e contribuisce allo sviluppo e alla crescita personale: ogni volta che superiamo la paura verso qualcosa di nuovo o sconosciuto, apprendiamo qualcosa e compiamo un progresso. Altre volte invece la paura può diventare limitante e bloccare, paralizzando ogni possibile azione.

I bambini spesso manifestano varie forme di paure (ad esempio del buio, dell’estraneo, della separazione dai genitori, dei fantasmi, della solitudine, del dottore, ecc.) che possono essere causate da stimoli esterni, come un temporale, un animale o una persona specifica, o interni, come pensieri o immagini. Queste paure a volte possono provocare un senso di inquietudine interiore ed esteriore, causando difficoltà nella concentrazione e nel sonno.

Tra le paure dei bambini e quelle degli adulti esiste un rapporto molto stretto: nelle paure dei nostri figli possiamo riscoprire le nostre o ritrovare in noi il bambino che eravamo. Accettando e imparando a conoscere la nostra paura potremo aiutare i bambini a superare le loro e a crescere. Inoltre, dialogando con loro, ascoltandoli e permettendogli di esprimere le loro paure e preoccupazioni anche attraverso l’uso di fiabe e storie, disegni e materiali da modellare, immagini interiori e viaggi di fantasia, rituali da creare insieme, si può agevolare i bambini ad esternare le proprie tensioni e i propri vissuti, trovando anche delle modalità efficaci per affrontare le difficoltà della vita. (Di Vanessa Palombi, Dott.ssa in Psicologia, Counselor e Formatrice)

La paura di andare a scuola, di un’interrogazione, ecc. fanno parte della normalità; spesso sono accompagnate da insonnia, nausea, inappetenza, pianto. In questi casi è utile che i bambini la esprimano, ne parlino e non cerchino di nasconderle o negarle.

I genitori possono aiutare i propri figli a superare le paureChe cosa può fare un genitore?

Ascoltare, rassicurare senza minimizzare, provare a distrarre il bambino con cose piacevoli e allegre.

Attraverso le parole di un adulto potrà imparare a credere in sé stesso.

L’ansia da separazione e l’ansia scolastica

Alcuni bambini possono arrivare ad avere sintomi molto importanti dovuti all’ansia da separazione dai genitori (piangono, fino ad avere conati di vomito, per paura che il genitore vada via e che gli succeda qualcosa) o per l’ansia scolastica (tachicardia, insonnia, inappetenza, tristezza). Per non rischiare che queste diventino vere e proprie fobie è bene rivolgersi a personale specializzato. In ogni caso è sempre importante parlare con i propri figli e cercare di tranquillizzarli. In questi casi non mandarli a scuola non è utile, anzi potrebbe far consolidare i sintomi, in quanto il bambino capisce che stare male gli permette di rimanere a casa.

È importante la Diagnosi precoceL’Iperattività e la Disattenzione

Questa sindrome, ormai sempre più comune, è caratterizzata da irrequietezza, difficoltà a stare fermi, attenti, concentrati, distrazione, difficoltà ad iniziare i compiti. Bisogna far attenzione a non confondere questo disturbo con la pigrizia, la svogliatezza, in quanto il bambino non è responsabile di quello che gli accade, ed i rimproveri o le prese in giro, non fanno altro che minare l’autostima e peggiorare la situazione. Anche in questi casi consigliamo di rivolgersi al pediatra, allo psicologo e parlarne con le maestre.

I Disturbi dell’Apprendimento

La Dislessia (difficoltà nella lettura, nel riconoscere le lettere, ecc.), la Disgrafia (difficoltà nello scrivere), la Discalculia (difficoltà nella matematica), la Disortografia, sono disturbi che devono essere diagnosticati da psicologi esperti in materia, ma che anche gli insegnanti iniziano a riconoscere sempre più frequentemente. Anche in questo caso il bambino deve essere sostenuto e non rimproverato. Con le nuove normative ci sono tutta una serie di misure dispensative e strumenti compensativi che possono aiutare il bambino nelle sue difficoltà. Per approfondimenti potete consultare il nostro sito.

Di Paola Prosperi, Psicoterapeuta, Formatrice, Floriterapeuta, Presidente dell’Associazione.

I Fiori di Bach non hanno effetti collateraliI Fiori di Bach: un aiuto per genitori e figli

I rimedi  Floreali studiati dal Dott. Bach,  possono offrire un valido aiuto in tutte quelle situazioni in cui c’è bisogno di riequilibrare uno stato emozionale e comportamentale, riportando alla persona la sua innata valenza positiva.

Nei casi più complicati si può far riferimento a professionisti qualificati (medici, farmacisti, psicologi), qui di seguito vi offriamo dei piccoli suggerimenti per le situazioni più semplici: problemi di apprendimento Chestnut Bud; per avere più sicurezza in se stessi e credere nelle proprie capacità Larch e Cerato; se si scoraggia alla prima difficoltà Gentian; se fatica ad iniziare i compiti Hornbeam; se è disattento Clematis; se è irrequieto e si distrae Impatiens; se ha paura di sbagliare, di rimanere solo, delle interrogazioni Mimulus; se ha paura del buio Aspen.

Per i genitori: stanchezza fisica e mentale Olive; per l’ansia eccessiva verso i figli Red Chestnut; per la paura di sbagliare Mimulus; per l’intolleranza nei confronti dei figli Beech; per la rabbia Holly; per la mancanza di pazienza Impatiens.

Il Dott. Bach trovò anche una miscela di fiori che viene utilizzata nei casi di forte stress fisico ed emotivo: il Rescue Remedy.

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