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CHE EFFETTO HA SUL CERVELLO UN USO ECCESSIVO DI FACEBOOK?

Dalle ricerche emerge che 26 milioni di Italiani visitino Facebook almeno una volta al mese, condividendo gli eventi più o meno importanti della propria vita, con amici e conoscenti che spesso si conoscono tramite il web.
Come per le chiacchiere reali, mantenere contatti virtuali richiede molto tempo. Secondo una ricerca dell’Agenzia “We Are Social” all’inizio dello scorso anno, gli Italiani “internauti” trascorrono 4 ore e 42 minuti al giorno on line dal computer e circa due ore tramite la rete mobile.
Il 54% degli italiani usa i social media mediamente per due ore e mezza al giorno. In questo modo si mantengono centinaia di contatti, con persone conosciute o mai incontrate prima. Però il nostro cervello,

secondo le ricerche inglesi, può tollerare solo 150 contatti giornalieri di un certo tipo. Così mentre il numero di amici reali non può aumentare a dismisura, perchè richiederebbe troppo tempo e attenzione, i social network fungono da memoria esterna per il nostro cervello, immagazzinano informazioni infinite, alleggerendo il carico quotidiano di informazioni da tenere in memoria. Grazie alle neuroscenze è stato osservato che nelle persone che hanno molti amici su Facebook, oltre ad esserci l’amigdala più grande (come chi ha molti amici nella vita reale), erano più estese le regioni del lobo temporale deputate alla memoria associativa. Inoltre è stato osservato che si attivavano maggiormente i neuroni del sistema della ricompensa, dando sensazioni di benessere in seguito ai “mi piace” dei loro amici. E’ stato osservato inoltre che la voglia di parlare di sè, di poter mostrare agli altri le proprie opinioni, offre una buona dose di soddisfazione all’ego, creando quindi di rimando una forte motivazione a continuare a scrivere e ad essere on line su Facebook. Il narcisismo viene appagato o al contrario “offeso”, in ogni caso si è alla continua ricerca di “amici” e “mi piace”. Qual è il rischio di tutto ciò? Sembrerebbe quello di sviluppare una dipendenza dalla rete allo scopo di ricevere coccole “virtuali”! Gli psicologi Kuss e Griffiths hanno concluso che il cervello si modifica in seguito ad attività eccessive in internet, e diventa meno sensibile ad altri tipi di ricompensa, stabilizzando la dipendenza dalla rete. Noi psicoterapeuti crediamo nei benefici delle coccole reali e nell’importanza dei rapporti veri e autentici anche se quantitativamente limitati, ma tuttavia estremamente più significativi. Condividere di persona le proprie esperienze di vita, le proprie gioie e le proprie difficoltà sono parte integrante dell’essere “un animale sociale”, come l’uomo è stato definito. Tuttavia se per qualsiasi motivo o ragione non fosse possibile realizzare una reale e piena condivisione con l’altro della propria esistenza, i social network possono rappresentare dei sostituti da utilizzare in ogni caso con molta cautela!

Per approfondimenti : Mente e Cervello, Gennaio 2015