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Ascoltare i bambini: istruzioni per l’uso

L’intervento nasce dalla scelta di approfondire l’articolo 12 della “Convenzione sui Diritti dell’Infanzia”, articolo che sottolinea il diritto di essere ascoltati dei bambini e della libertà di espressione dei minori.

Abbiamo chiesto ai bambini cosa significasse il termine “ascoltare” e se loro venissero ascoltati dagli adulti e se a loro volta siano dei buoni ascoltatori. I bambini sono stati entusiasti di potersi esprimere e con battute divertenti hanno anche mostrato di capire i loro genitori, quando magari, per mandare dei messaggi con il telefonino dicono loro: “Aspetta, me lo dici dopo!”

È stato spiegato loro, con una parte teorica, la differenza tra l’ascolto passivo e l’ascolto attivo: il primo caratterizzato da un silenzio interessato ed accettante, il secondo da un ascolto più partecipe, rappresentato anche dall’empatia, ovvero dalla capacità di sapersi mettere nei panni dell’altro riconoscendone emozioni e sentimenti.

In seguito si è passati ad una parte pratica che ha coinvolto i bambini presenti in aula, con esercizi volti a insegnare, in maniera divertente, come si può essere dei bravi ascoltatori, e come si può comunicare in maniera efficace senza incorrere nelle barriere della comunicazione, come il giudizio, il ridicolizzare o fare sarcasmo, l’interrompere, il giudicare e criticare, o distrarsi e cambiare discorso, ecc..

In ultimo si è parlato dell’importanza della comunicazione non verbale, che nasce dal presupposto che è impossibile non comunicare, e che il corpo, le espressioni, il tono della voce o la postura “parlano” molto di più e in maniera più veritiera rispetto alla voce!

I bambini sono stati entusiasti di essere parte attiva dell’intervento, di poter partecipare alle attività dedicate alla loro giornata e ai loro diritti. Dopotutto era loro diritto essere ascoltati!